Domani le presidenziali, opposizione divisa
venerdì 24 aprile 2015 ore 17:57

“La campagna elettorale si è conclusa ieri e la città è tranquilla, ma il grande interrogativo è cosa succederà dopo il conteggio dei voti”: lo dice alla MISNA padre Girolamo Miante, superiore dei missionari comboniani a Lomé, descrivendo l’atmosfera nella capitale del Togo, paese che domani voterà per le elezioni presidenziali.
Cinque candidati e un favorito, Faure Gnassingbé, presidente uscente, in carica dal 2005 e che ora cerca un terzo mandato. A consentirglielo è una riforma varata, nel 2002 da suo padre Gnassingbé Eyadema, sua volta presidente dal 1967 alla morte, avvenuta nel 2005. Il principale rivale del capo di stato uscente è Jean-Pierre Fabre “ma non ha il consenso di tutta l’opposizione, che anche stavolta, come già in passato, non è riuscita a trovare l’accordo su un candidato unico: è possibile, quindi, che i voti si disperdano”, nota padre Miante. Gioca a favore del presidente al potere anche la maggiore disponibilità di mezzi finanziari, che si è evidenziata durante la campagna elettorale.
A preoccupare i quattro sfidanti di Gnassingbé, al momento, è però il sistema di conteggio elettronico scelto dalla commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni), un tema che ha suscitato polemiche negli ultimi giorni. Succes, questo il nome del programma, dovrebbe garantire la trasparenza del voto, ma l’opposizione teme brogli. “Il portavoce di Fabre – riferisce il comboniano – ha reso noto che anche il suo schieramento ha organizzato un sistema di conteggio per poter confrontare i propri dati con quelli della Ceni”.
Il vincitore delle presidenziali si troverà comunque davanti una situazione complessa: “Le scuole sono chiuse da un mese, gli insegnanti hanno dato vita a proteste, così come gli infermieri: chiedono salari più alti che consentano una vita dignitosa”, spiega il religioso. E conclude: “C’è veramente bisogno che chi desidera essere alla guida di questo paese si metta al servizio della gente, soprattutto per quanto riguarda i bisogni più pressanti: lavoro, scuola, salute e infrastrutture: negli ultimi anni lo sviluppo ha riguardato solo Lomé”. [DM]