AUTUNNO 2009

IL VILLAGGIO DELLA GIOIA


Autunno 2009 - La genesi del progetto... il sogno!

Da una lettera di Suor Elisabetta Scaglioni:
…numerosi pure gli orfani a causa della morte precoce dei genitori, ormai è diventata “routine” trovarsi sulla porta della missione un papà che ti dice: «Suora ti affido il mio bambino, la sua mamma se n’è andata ed io non so occuparmi di lui, sono nei campi tutto il giorno… a chi posso affidarlo?».
Oppure: «Per favore prendi la mia bimba, è sempre ammalata, non posso curarla, non posso portarla all’ospedale… so che con te starà meglio» e ancora «Mia figlia è morta mettendo al mondo questi gemelli… sono sempre ammalati, hanno bisogno di latte!»

E fa bene al cuore ritrovare sul volto di questi bimbi,
talvolta segnati da grandi sofferenze,
il sorriso di chi si sente amato e curato!

Nei nostri viaggi e nell’andare e tornare dei nostri volontari e missionari, tante sono le cose che abbiamo visto e sentito.
In particolare sui bambini, i tanti bambini segnati da troppe sofferenze. Così, viaggio dopo viaggio, “l’Associazione” non ha potuto non soffermarsi su queste “immagini”!
Ecco il nostro sogno: creare “un villaggio” dove bambini meno fortunati di altri possano ritrovare il sorriso di chi si sente amato e curato.
Ci siamo dati da fare per vedere come creare tutto questo, abbiamo interpellato persone che lavorano in altre realtà simili in Togo, abbiamo ricordato la nostra infanzia in famiglia… ed è così che abbiamo pensato di acquistare un terreno abbastanza grande dove costruire tante piccole case che possano accogliere ciascuna all’incirca 10 bambini, seguiti da una “mamma”.
Una piccola infermeria con qualche stanza per periodi di degenza di bambini che devono seguire una cura. Una grande sala per lo studio e la ricreazione che diventi, in caso di pioggia, anche refettorio.
Un alloggio per le suore che offriranno il loro servizio educativo-formativo, l’alloggio del custode con un piccolo magazzino e qualche stanza per tutti i volontari che vorranno prestare, nel tempo, il loro servizio “nel villaggio”.
Vorremo anche che una parte di questo terreno fosse destinato all’agricoltura in modo che “il villaggio” possa, pian piano, essere autosufficiente. Ma la cosa a cui teniamo tanto è far si che tutti i bambini che verranno accolti in questo luogo possano riacquistare serenità, vivendo in una vera famiglia.

 

Villaggio della gioia

Luogo dove far tornare il sorriso
a bimbi e ragazzi che lo hanno smarrito

 

Dal “sogno” alla realtà...

Autunno 2009. Nel cuore di Suor Elisabetta Scaglioni nasce il progetto “Villaggio della gioia”, la nostra associazione, condividendolo, la appoggia e la affianca da subito... si può dire che il “villaggio” viene concepito “a quattro mani”.
Negli anni a seguire, bambini orfani, abbandonati o comunque con gravi disagi di vario genere, trovano finalmente serenità e affetto nelle tre case famiglia prese in affitto.
Affidati alle cure amorevoli delle loro nuove “mamme” ritornano pian piano a sorridere.
Bisogna pensare al futuro!
Dopo laboriose trattative vengono acquistati alcuni terreni limitrofi dove sussistono delle costruzioni, alcune in buono stato da ristrutturare altre da abbattere.
Rimane comunque un grande spazio per poter costruire.

A dicembre 2012 un volontario e un architetto, con grande cuore e disponibilità, “scendono” in Togo; viene fatto un altro passo importante e decisivo: la progettazione edile del “Villaggio della gioia” si concretizza.
L’architetto, trovandosi sul posto, riesce a valutare al meglio le varie esigenze, le problematiche e gli spazi; la planimetria risultante è così qualcosa di meraviglioso!
La maggior parte degli spazi sarà completamente a servizio dei bambini facendo una distinzione tra piccoli e più “grandicelli”.
La costruzione sarà “ai lati” così da poter usufruire di uno spazio libero all’interno per giochi e animazioni.
In un altro settore sorgerà una costruzione a due piani che conterrà dormitori e servizi per bambine e bambini, distinti; saranno anche presenti: una biblioteca, una direzione, un ufficio e una sala incontri, non dimenticando una indispensabile guardiola.
I più piccoli saranno accolti nella parte da ristrutturare, dove creeremo una stanza per la loro pulizia, stanzette per dormire, un refettorio e dei magazzini per gli alimenti.
La lavanderia e una sala giochi, tutto a piano terra, uniranno la parte nuova e quella ristrutturata.
Le costruzioni perimetrali saranno comunicanti tramite una tettoia larga circa due metri che permetterà di spostarsi senza nessun problema anche nel periodo delle piogge e quindi di vivere sempre all’aperto.
Nel terreno adiacente, comunicante, sorgeranno due costruzioni staccate. Una parte sarà adibita ad un piccolo centro medico con un’infermeria per i bisogni del “villaggio”.
Dall’altra parte andremo a costruire alloggi per i volontari e per la comunità delle suore che presteranno la loro opera. Un grande magazzino accoglierà tutto il materiale che di volta in volta invieremo, per il sostentamento, tramite container.
Tutto questo sarà costituito da costruzioni semplici, nel rispetto della tradizione africana ed edificato da imprese togolesi.

Il "Villaggio della gioia"


Siamo fortunati perché è presente la corrente elettrica e sulla strada/pista adiacente c’è l’acquedotto statale.
Il tutto sarà circondato da un muro per la sicurezza dei bambini.

Così scrive Suor Elisabetta:
«Eccoci quindi alla fine di questo 2012: il villaggio della gioia prende sempre più consistenza.
Il villaggio della gioia ora esiste veramente, definitivamente.
I bambini ci sono, i bambini vanno curati, i bambini vanno amati.
Si, questi bellissimi doni di Dio hanno tutto il diritto di ricevere le nostre attenzioni, le nostre cure, il nostro impegno.
È un’avventura che costerà sudore, che costerà fatica, ma noi vogliamo affrontarla a vele spiegate.»


Inizio 2013. Nel “villaggio” sono presenti circa 50 bambini (30 non arrivano ad un anno d’età) i più piccoli in una casetta in affitto e i più grandicelli nella costruzione che andremo a ristrutturare; per adesso va bene così!
Come si può immaginare, con tutti questi cuccioletti, si moltiplicano i bisogni, diventa importante e necessario aumentare il numero delle mamme e pensare alla loro formazione sia del “vissuto quotidiano” che della gestione della casa.
Un lavoro incredibile per Suor Elisabetta!
Perché tutto funzioni al meglio sono state stilate delle regole da rispettare e organizzati turni di lavoro per le “mamme” che, essendo dipendenti, sono giustamente stipendiate così come tutto il personale, dall’educatore, all’infermiera.

 

Video: il villaggio della gioia - parte 1

Video: il villaggio della gioia - parte 2

Video: il villaggio della gioia - parte 3


Se decidi di sostenere questo progetto indica nella "causale del versamento": VILLAGGIO DELLA GIOIA.


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AGGIORNAMENTI
  • 02/08/2015  5 anni di Villaggio della gioia
  • 18/09/2013  Notizie dal “Villaggio”
  • 31/05/2013  Foyer “Avenir”
  • 26/12/2011  Notte di luce for Togo
  • 19/09/2011  Il “Germoglio” cresce!
  • 11/07/2011  Progetto agricolo pro-Germoglio… dai che iniziamo!!!
  • 19/05/2011  Fiocco rosa al “Germoglio”
  • 26/12/2010  Suor Elisabetta ci aggiorna sul 'Germoglio'
  • 27/10/2010  Villaggio della gioia… il primo germoglio è già spuntato!



  • Agosto 2013

    RIFORMATORIO DI KAMINA


    Nel nostro viaggio in Togo, quest’estate, siamo andati a visitare anche il riformatorio di Kamina che si trova sempre nella diocesi di Atakpamé.
    Ci siamo trovati di fronte una realtà veramente agghiacciante che, nonostante i racconti che ci aveva fatto Suor Elisabetta, davvero non ci aspettavamo.
    Con i nostri occhi abbiamo potuto constatare quanto, sia l’edificio che l’ambiente in cui vivono undici ragazzi dai 9 ai 16 anni, siano a dir poco disastrati rendendo perciò umilianti le loro condizioni di vita.
    La sporcizia è sovrana e le stanze, che hanno più l’aspetto di stalle, non sono nemmeno minimamente attrezzate.

    Riformatorio di Kamina - Una stanza da letto
    Una stanza da letto. Notare le condizioni del materasso,
    gli infissi divelti e la zanzariera piena di lacerazioni

    In questo momento in questo nuovo progetto, nell’intento di restituire un po’ di dignità a questi ragazzi cercando di ristrutturare, almeno in parte, questo luogo deprimente che dovrebbe invece rieducare. Direttore e operatori sono, per fortuna, delle brave persone ed hanno a cuore questi loro “figlioli” ma, con i pochi mezzi che fornisce loro lo Stato, fanno ciò che possono. INTENDIAMO AIUTARLI!
    Un nostro volontario nel mese di novembre/dicembre, si è recato al riformatorio per un primo intervento.

    Suor Elisabetta sale le scale di ingresso
    Suor Elisabetta sale le "scale" di ingresso.

      Se decidi di sostenere questo progetto indica nella “causale del versamento”: RIFORMATORIO DI KAMINA.


    AGGIORNAMENTI
  • 02/12/2013  Riformatorio di Kamina... Paolo ci aggiorna



  • GENNAIO 2011

    FOYER (COLLEGIO) FEMMINILE A KARA


    Chiede il nostro aiuto Padre Francis Barandao, parroco di “Notre Dame de Fatima” a Niamtougou.

    Lo stato togolese, nel 2004, ha costruito a Kara la seconda università statale del nord dove convergono studenti provenienti dalle 3 regioni del Togo settentrionale.
    Sia le scuole che l’università sono ancora un lusso per buona parte della popolazione, oltre alle tasse scolastiche gli studenti devono sostenere la spesa di un alloggio e spesso succede che, per mancanza di denaro, i più poveri sono costretti ad abbandonare gli studi.
    Più di un terzo degli studenti dell’università proviene da villaggi lontani e devono “sistemarsi” in alloggi periferici di fortuna (senza acqua né elettricità).

    Don Francis scrive: «La situazione non è facile e se contiamo sulla nostra gioventù per lo sviluppo futuro del paese e dei nostri villaggi, bisogna aiutarla a studiare o almeno favorire questi studi universitari.
    La creazione di un piccolo collegio fa parte delle cose che possono aiutare a migliorare un po’ la situazione di povertà di alcuni di questi giovani, soprattutto gli studenti poveri usciti dai villaggi sperduti che hanno la volontà e le capacità intellettuali per una formazione superiore. Saranno loro, poi, a sviluppare i loro villaggi e saranno i futuri appoggi per i loro fratelli o figli.»

    Il progetto vuole aiutare in primis le studentesse, categoria più fragile e debole. Spesso succede che, per pagarsi la stanza, sono costrette a vendere il loro corpo per poi rimanere incinta o ammalarsi gravemente e compromettere quindi definitivamente gli studi.

    Scrive ancora Padre Francis: «Offrire a queste studentesse una facilità d’alloggio e proteggerle è, indirettamente, investire per lo sviluppo dei villaggi, perché tra di loro qualcuna capirà la necessità di tornare nei villaggi di origine per apportarci le competenze acquisite.
    Vogliamo poi favorire le giovani che si iscriveranno alla scuola infermieristica che da 2 anni è stata creata anche a Kara, perché come abbiamo detto sopra, in alcuni villaggi non ci sono infermiere che possono dare la prima assistenza agli ammalati o alle donne che partoriscono.
    Nel collegio insisteremo su questo cambiamento di mentalità: di non sfuggire dai nostri villaggi che hanno bisogno delle nostre mani e competenze!»

    Si dovrà realizzare un edificio composto da: 5 camere con servizi, 10 camere senza servizi (esternamente saranno presenti 6 docce e 4 WC), magazzino, cucina e sala mensa.

    L’importo totale dei lavori ammonta a circa 42.300,00 €

    Se decidi di sostenere questo progetto indica nella “causale del versamento”: FOYER A KARA.


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    autunno 2011

    'CASA DELLA GIOVANE' FOYER A KPATCHILE

    gennaio 2011

    LICEO CLASSICO A NIAMTOUGOU

    ottobre 2010

    RISTRUTTURAZ. SCUOLA ELEMENTARE DI SÉRÉGBÉNÉ

    gennaio 2010

    UNA SCUOLA ELEMENTARE A KAMINA

    novembre 2009 - settembre 2010

    UNA SCUOLA ELEMENTARE A ISSATI

    inverno 2008/2009 - ottobre 2010

    UNA SCUOLA ELEMENTARE A IKOTADI

    inverno 2007/2008 - settembre 2010

    UNA SCUOLA ELEMENTARE E UN ASILO PER MORÉTAN

    estate 2007 - novembre 2009

    SCUOLA MEDIA A TCHÉBÉBÉ

    autunno 2006 - inverno 2008/2009

    DISPENSARIO DI SPERANZA!

    inverno 2005/2006 - autunno 2007

    SALA POLIVALENTE CON LABORATORIO

    autunno 2003 - autunno 2007

    PROGETTO ISTRUZIONE

    primavera 2003 - gennaio 2004

    UN POZZO PER LA MATERNITÀ DI TCHANNADÈ

    autunno 2002 - marzo 2004

    SALA PLURIUSO-MAGAZZINO A HEZOUWE

    autunno 2002 - marzo 2004

    SALA PLURIUSO-MAGAZZINO A KAZA

    autunno 2002

    FOGNATURE CARCERE DI KARA




    natale 2008

    Piccoli GRANDI aiuti concreti

    inverno 2007/2008

    ASILI… OVVERO LO SVILUPPO COMINCIA DALL’EDUCAZIONE

    primavera 2006

    POMPA A CORDA

    inverno 2002/2003

    ADOZIONI A DISTANZA

    autunno 2002

    FONDO INTERVENTI RAGAZZI POLIO

    autunno 2002

    FONDO SIERO ANTIVELENO